DISS(È)NTEN – VICOQUARTOMAZZINI

Formichina, Lumachina ed il Tribuno, sembrano quasi i protagonisti di una favola di Esopo, invece si tratta di tre personaggi di Diss(è)nten, secondo spettacolo andato in scena al Festival Direction Under 30. La compagnia VicoQuartoMazzini decide di proporre al pubblico di giovani un tema “da grandi”: la gestione del potere, tema forse troppo spesso ignorato dai miei coetanei.

I tre personaggi discutono e decidono le sorti della società, il Potere sono loro. L’ambientazione è un grottesco quadro espressionista: tre cessi, luci bluastre, maschere che rendono irriconoscibili tratti somatici e qualsivoglia tipo di sentimento, che non sia avidità e sete di comando. Ne risulta un ritratto mostruoso di chi decide per tutti, reso ancora più spaventoso dalla recitazione incalzante ed efficace di Michele Altamura, Riccardo Lanzarone, Gabriele Paolocà.

 

Lo spettacolo funziona: il ritmo della recitazione, la drammaturgia, regia, scenografia e luci dimostrano attenzione e professionalità, oltre che innegabile bravura. In effetti Diss(è)nten è uno spettacolo ormai affermato, gira l’Italia da oltre un anno e ha vinto, meritatamente, premi e riconoscimenti. Come ci racconta Michele Altamura, l’irriconoscibile Lumachina dello spettacolo, in un’intervista che è più una chiacchierata tra coetanei, l’idea nasce, in forma di studio quattro anni fa al CRT di Milano. I ragazzi di VicoQuartoMazzini sono poi cresciuti dentro a questo spettacolo. Un tema decisamente inconsueto per degli allora ventiquattrenni; motivo in più per apprezzare profondità del testo e professionalità nella messa in scena.

La regia di Diss(è)nten è firmata da tutti e tre gli attori in scena, come del resto anche la maggior parte dei loro spettacoli. Come ci racconta Michele, infatti, lo spirito di gruppo è un loro tratto distintivo: “Preferiamo ‘scannarci’, anziché delegare. Ogni volta c’è un piccolo scarto, è quasi automatico, è la consuetudine al lavoro di gruppo.” La compagnia però è pronta per mettersi alla prova con una nuova sfida, un classico, diretto stavolta solo da uno di loro, Gabriele Paolocà (autore di Diss(è)nten). “Il nostro prossimo spettacolo è Sei personaggi in cerca di autore di Pirandello, ma con la nostra cifra stilistica, anche per dimostrare che per fare i classici non c’è per forza bisogno di una struttura produttiva gigantesca, anche se saremo pur sempre in cinque in scena.” Riguardo alla scelta di far dirigere il dramma pirandelliano solamente a Gabriele, Michele ribadisce che alla base c’è comunque un forte lavoro di gruppo, fatto di conflittualità, ma anche arricchito dalle loro diverse sensibilità.

 

Chiediamo a Michele del rapporto con le altre compagnie, siamo pur sempre ad un festival e ci sono due premi in palio. In linea con lo spirito di mutuo soccorso del festival, l’attore pugliese ci racconta che conoscono le altre compagnie presenti, si ha avuto modo di incrociarsi. “In realtà”, dice, “non c’è rivalità. Siamo già degli ‘sfigati’, non serve perdere tempo ed energie a rivaleggiare, meglio vendere i propri spettacoli. Alla fine siamo tutti professionisti.”

L’intento del Teatro Sociale di Gualtieri era questo, dare spazio ai professionisti giovani, e sembra che sia stato raggiunto. Chissà cosa si porterà la compagnia VicoQuartoMazzini nel festival bolognese che stanno organizzando, dedicato alla stessa fascia di età (Festival 20 30, 19-30 novembre).

 

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