Brevi giorni e lunghe notti | Punti di vista DU30

Opinioni della giuria critica su
BREVI GIORNI E LUNGHE NOTTI
della compagnia Lumen

 

“Nell’intimità del racconto risiede l’essenza dello spettacolo di Gabriele Genovese: una storia di vite interrotte, di sogni non realizzati, di fughe e ritorni. La cecità fisica autoprovocata diventa metafora di una società chiusa e bigotta, in cui i maiali sembrano avere più umanità degli uomini stessi.”
Sara Bonci, 25 anni, Arezzo

“Un album di famiglia aperto dove le storie raccontate da zio Mario prendono vita attraverso il nipote, Brevi giorni e lunghe notti è uno spettacolo fresco, ben architettato, coinvolge perché racconta storie d’amore e di viaggi, di speranze e di violenze, storie di malinconie e ritorni, di sogni, di magie, storie che inevitabilmente riescono a coinvolgere per il loro essere umanamente universali.”
Valentina Dall’Ara, 30 anni, Vicenza

“I canti, i sapori e le tradizioni della Puglia prima della guerra.
Odore di polvere e miseria, profumi d’agrumi e di mare.
Un salto nel tempo in un paese che non esiste più se non nei racconti tramandati da chi quegli anni li ha vissuti.”
Imma Amitrano, 24 anni, Napoli

“Toni grotteschi si alternano ad atmosfere felliniane: il personaggio della maga e il racconto dell’ultima notte del maiale prima della festa del paese ne sono gli esempi più rilevanti. Il dramma si mescola alla commedia. L’ironia a volte diventa amarissima, e si riconoscono ben delineati i tratti della nostra storia.”
Laura Timpanaro, 30 anni, Milano

“Lunghe notti di racconti, di leggende nate intorno ai focolari, nelle piazze, nelle campagne che profumano di rugiada estiva. La Compagnia Lumen propone un monologo intriso di storie e di sensi: il gusto forte del porco appena scannato, gli occhi bendati dal dolore, gli amori consumati con valzer segreti. Guidati dall’attore Gabriele Genovese e dall’attenta regia di Elisabetta Carosio, siamo immersi in un intreccio di segreti fili rossi, che sanno svelarsi. Ma a poco a poco. Come ogni buon segreto di famiglia.”
Clizia Riva, 30 anni, Reggio Emilia

“Dalla piazza di un paese del Meridione alla fine degli anni ’50 si snodano le storie che lo Zio Mario era solito raccontare; storie di una vita violenta, di straccioni, di porci e di re. La compagnia Lumen si muove in tutta sicurezza lungo il crinale che divide la realtà dall’immaginazione, il mito e la tradizione, seguendo il solco del teatro di narrazione declinato in uno scenario iperreale di origine folclorica.”
Edoardo Borzi, 22 anni, Roma


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