LIGABUE
incontro con
Flavio bucci
Nel 1977 viene trasmesso sulla Rete Uno uno sceneggiato televisivo ispirato alla vita di uno dei più noti e, nello stesso tempo, strani pittori naif italiani: Antonio Ligabue. Se rapportiamo la durata di sole tre puntate di questa trasposizione televisiva alle durate esagerate delle attuali fiction la cosa ci farà sicuramente sorridere: pur tuttavia questo sceneggiato è rimasto impresso nella memoria di milioni di telespettatori per una lunga serie di motivi.
Gran parte del successo di questo sceneggiato fu dovuto sicuramente alla magistrale interpretazione del trentenne Flavio Bucci che, appoggiandosi all'ottima sceneggiatura di Cesare Zavattini e di Arnaldo Bagnasco e alla regia di Salvatore Nocita, ci restituisce un'immagine e un ritratto di Ligabue che difficilmente si può dimenticare.
Antonio Laccabue (1899-1965), detto Toni Ligabue, era soprannominato "al matt" o "al tedesch" per le sue origini svizzere. Giunse a Gualtieri dopo una vita errabonda e piena di stenti ed ebbe frequenti problemi nei rapporti con la società cosiddetta normale: i soggetti tipici dei suoi quadri sono la dimostrazione lampante che per lui era molto più naturale il rapporto con la natura e con gli animali.
La rappresentazione televisiva della vita di Toni Ligabue si divide fra il capanno in riva al fiume in cui trascorre buona parte delle giornate dipingendo i suoi splendidi e coloratissimi quadri e il centro del paese di Gualtieri dove irrompe frequentemente a bordo della sua sgangherata motocicletta.
Flavio Bucci riesce perfettamente a rappresentare lo sguardo ipnotico e la violenza dello stile pittorico di Ligabue nella creazione dei suoi quadri: come dimenticare le scene in cui il grande attore ritrae la gallina rifacendone perfettamente le movenze? E quella in cui osserva minuziosamente la tigre dietro le sbarre della gabbia per poi dipingerla furiosamente sulla tela?
Completa il quadro dei ricordi televisivi una diffusa malinconia e tristezza che permea questo sceneggiato e che riesce a rappresentare molto bene la vita e la storia di questo singolare pittore.
Al " Festival des Films du Monde " di Montreal il film tratto dallo sceneggiato televisivo vinse meritatamente il Grand Prix des Amériques come migliore opera in assoluto e Flavio Bucci vinse il premio riservato al migliore attore protagonista.
La messa in onda di questo sceneggiato è l'ennesima dimostrazione, ove mai ve ne fosse ancora bisogno, che basta un'ottima storia e un grande attore per bucare lo schermo e lasciare una traccia indelebile nei ricordi dei telespettatori.
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