EX AMLETO
DI william shakespeare
con Roberto herlitzka
Lo splendido lavoro di scrittura scenica che Roberto Herlitzka ha svolto sull'Amleto di Shakespeare, si configura come un'esplorazione del più grande sentimento teatrale che le scene mondiali conoscano: la solitudine.
Herlitzka - Amleto è solo davanti a sè stesso come attore, mentre nello specchio rappresentativo in cui si riflette, la morte e il teatro adescano la disperazione di dire, dire ancora prima che tutto il resto sia silenzio.
Amleto è solo, i suoi interlocutori restano invisibili fisicamente per materializzarsi nella voce e nel corpo di Herlitzka.
Amleto padre, la regina, Re Claudio, il becchino, giocano un sabba infinito nell'interpretazione di un unico spirito, perchè le anime di Amleto sono infinite, almeno quante sono le anime del capolavoro di Shakespeare
Di origine ceca, ma nato a Torino, Roberto Herlitzka è allievo di Orazio Costa all'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, all'interno della quale si forma artisticamente. Negli Anni Sessanta, superata ormai la seconda guerra mondiale e la miseria del dopoguerra, si butta sul palcoscenico, interpretando opere come: "Francesca da Rimini" (1960), "Episodi e personaggi del poema dantesco" (1966), "Don Giovanni" (1966), "Il candelaio" (1968); "Le mutande" (1968) e poi ancora "Come vi piace", "Sogno di una notte di mezza estate", "Prometeo", "Senilità", "Il ventaglio", "Misura per misura", "Otello", Zio Vanja" "Misantropo". Il tutto diretto da registi come Calenda, Gabriele Lavia, Squarzina e Pagliaro. C'è anche un po di televisione nella sua carriera, soprattutto quella firmata da Leonardo Cortese che lo dirigerà sovente, come è accaduto nella miniserie Un certo Harry Bent (1970) con Alberto Lupo, Enzo Garinei, Valeria Fabrizi e Marzia Ubaldi.
Il debutto cinematografico arriva invece nel 1973, quando l'amica Lina Wertmüller lo sceglie per recitare ne Film d'amore e d'anarchia, ovvero "stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza" con Giancarlo Giannini, Mariangela e Anna Melato, Eros Pagni, Elena Fiore, Giuliana Calandra. Sarà solo il primo di una lunga serie di pellicole che lo vedranno come interprete della regista italiana allieva di Federico Fellini. Fra tutti, il titolo più importante sembra essere Scherzo del destino in agguato dietro l'angolo come un brigante da strada (1983) che vede nel suo cast Ugo Tognazzi. Ed è sempre grazie alla Wertmüller che Herlitzka riesce a ottenere il Premio Gassman come miglior attore per gli spettacoli "Lasciami andare madre" e "Lignea", il primo proprio diretto dalla regista.
Cinematograficamente, i suoi colleghi di set vanno da Silvana Mangano e Marcello Mastroianni (Oci ciornie, 1987) a Philippe Noiret, Rupert Everett e Stefania Sandrelli (Gli occhiali d'oro del 1987 e Secondo Ponzio Pilato del 1988), fino ad Alberto Sordi (In nome del popolo sovrano, 1990). Importantissimo, lo sottolineiamo, la grande stima reciproca fra Herlitzka e la Sandrelli madre che ritroverà come compagna di lavoro ne Tracce di vita amorosa (1990) e che come regista nel suo esordio dietro la macchina da presa con Christine (2009).
Nel 1992, dopo essere stato diretto da Luigi Comencini ne Marcellino pane e vino, torna in tv con la miniserie Il cielo non cade mai (1992) di Gianni Ricci e Tonino Valerii, che vede fra i protagonisti un giovane Kim Rossi Stuart, ma anche Anaïs Jeanneret e Sandrine Caron. È grazie a Marco Bellocchio, che lo aveva già diretto ne Il sogno della farfalla (1994), che Herlitzka riesce a ottenere i più illustri riconoscimenti cinematografici italiani: il David di Donatello e il Nasto d'Argento come miglior attore protagonista per Buongiorno, notte (2003) con Maya Sansa, Luigi Lo Cascio, Pier Giorgio Bellocchio e Paolo Briguglia. Il suo ruolo è quello di Aldo Moro, uomo politico italiano, cinque volte Presidente del Consiglio dei Ministri e Presidente del partito della Democrazia Cristiana che venne rapito il 16 marzo 1978 e ucciso il 9 maggio da un gruppo di terroristi delle Brigate Rosse. Il confronto con Gian Maria Volonté, che aveva già retto quella parte nel film di Giuseppe Ferrara, è così ben superato che gli viene offerto anche il Premio Pasinetti come miglior attore. Un trionfo. Ma Herlitzka non era a digiuno da riletture storiche dei problemi italiani e lo aveva già dimostrato con La piovra 7 Indagini sulla morte del Commissario Cattani (1995).
gioveDI' ore 21.30
16 settembre
venerDI' ore 21.30
17 settembre
biglietti
intero 12 euro
ridotto under 30 5 euro
tessera teatro giovani 3 euro
info e prenotazioni
3291356183
Roberto Herlitzka
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