Quintana

giov. 30 / 8 / 2018
ore 21.00
90 minuti
Biglietteria
Evento gratuito sino ad esaurimento posti
Villa Malaspina
Presso le serre della tenuta di Villa Torello Malaspina.
Gualtieri, via Cesare Battisti 17
 

Quintana
in concerto a Villa Malaspina

Donne fragili travolte da passioni, donne forti padrone del loro destino, storie di inganni e rapimenti, dichiarazioni di amore e fedeltà, momenti di unione e dolorose separazioni. Un chiaro-scuro di emozioni, un’altalena di sentimenti che hanno trasformato un progetto musicale in un racconto lirico dalle radici molto lontane.
Sabato: un pomeriggio di sole e di mite aria primaverile, un giardino fiorito. Una coppia di giovani prende posto sull’altalena e, dondolandosi, intona storie e aneddoti velati di amorose allusioni. Nel clima di questa antica tradizione sefardita, risalente a prima della diaspora del 1492, si inserisce gran parte delle composizioni del repertorio di Quintana.
Da anni il duo si dedica alla ricerca e alla reinterpretazione dei canti dell’esilio, abbinandoli per naturale affinità ad altre melodie provenienti dell’area del Mediterraneo. Sarà questo percorso musicale – come un’altalena, che sentimento dopo sentimento ci conduce al Barocco italiano – ad abitare il giardino delle vecchie serre di Villa Torello Malaspina.

Kateřina Ghannudi e Ilaria Fantin danno il via alla loro collaborazione artistica nel 2010, forti delle esperienze accumulate in svariate formazioni concertistiche e all’interno di numerosi eventi, sia in Italia che all’estero. Concentrandosi principalmente sulla tradizione Sefardita, il duo crea un repertorio originale e suggestivo: una raccolta di melodie che attraverso i secoli si sono tramandate oralmente tra le onde del Mar Mediterraneo e sono miracolosamente sopravvissute fino ai nostri giorni. Quintana ha elaborato gran parte del repertorio con arrangiamenti propri, derivanti dallo studio accademico delle musiciste ma anche dal loro personale istinto e gusto musicale, con la libertà interpretativa che questa musica non fissata sulla carta può regalare.

arpa barocca e voce Kateřina Ghannudi
arciliuto, voce e percussioni Ilaria Fantin

Appunti sul paesaggio:
Villa Torello-Malaspina

Villa Torello, Villa Malaspina, Villa Guarienti, ma sempre conosciuta, almeno fino dal XVI secolo ad oggi come la Palazzina.

La Palazzina sorge al termine del viale ortogonale alla strada principale e la torre d’ingresso è esattamente di fronte all’Oratorio della Concezione. Nell’area in cui si trova la villa sono stati rinvenuti consistenti reperti di epoca romana. Il nucleo originario è probabilmente identificabile con l’antico castello del vescovo di Parma, ricordato in un documento del 1388.

Passò ai Torello agli inizi del XVI secolo. La villa si presentava allora a pianta rettangolare con due piani, attraversata da un un androne e circondata da un doppio fossato con ponte levatoio, una “curtis” vera e propria. Nel 1835 passò ai Malaspina e in seguito ai Guarienti, attuali proprietari. Nel 1840, su fermento di Maria Scotti, fu ristrutturata in puro stile neoclassico ad opera dell’architetto Domenico Marchelli, trasformando la pianta originaria a doppio cubo in forma di “L”. La facciata sud, che si affaccia su un giardino naturalistico, è caratterizzata da un corpo centrale asimmetrico leggermente sporgente, coronato da un timpano triangolare, che sormonta una finestra termale con statue e un loggiato aggettante su colonne doriche senza plinto.

Il giardino, progettato da Pietro Marchelli, secondo i canoni romantici, rappresenta uno degli esempi più interessanti di giardino pittoresco all’inglese nel reggiano. Ragione e sentimento volteggiano tra le geometrie distese davanti alla villa e vagano curiosi nei colori degli ornamenti naturalistici tra finti ruderi, acque, ponti, scale, ghiacciaie, grotte, statue e in mezzo al bosco emerge come resto di una terme romana la statua di Ercole che soffoca Caco il ladro di buoi. Le serre neoclassiche sono un lungo porticato, con sottilissime semicolonne classiche addossate a pilastri e sormontate da finestre rettangolari si affacciano leggere sul prato. L’edificio è composto da due corpi disposti ai lati di un corpo centrale arretrato e timpanato, memore delle mode del giardinaggio inglese.

Un posto fatato e così reale da compiacersi in pieno i soli i suoni della natura e dei propri pensieri respirando quel silenzio prodotto dallo stormire delle foglie. Quando non passa il treno.

Gianluca Torelli

Nel programma di
Stagione 2018
Fuoriuscite!

FacebookWhatsAppEmailTwitter