Walter

ven. 22 / 6 / 2018
ore 21.30
sab. 23 / 6 / 2018
ore 21.30
60 minuti
Biglietteria
Intero = 14 euro
Ridotto < 30 = 8 euro 
Ridotto < 14 = 4 euro

Walter
I boschi a nord del futuro
Fratelli Dalla Via

DEBUTTO NAZIONALE

Estate 2018. La nuova Europa delle autonomie è una confederazione di agglomerati urbani indipendenti. L’intera popolazione è raccolta in città stato ecosostenibili e iper-tecnologiche. La libera circolazione delle merci è garantita da appositi corridoi di collegamento. Le aree montane, periferiche e a bassa densità abitativa, dove non era possibile garantire la copertura totale e costante con il segnale unico digitale sono state definitivamente abbandonate ed inibite alla presenza umana.
Tutto è pulito, connesso, controllato. Tutto il resto, semplicemente non esiste.
Eppure, da qualche parte c’è ancora, sporchissimo, il reale.

In un piccolo villaggio delle Alpi orientali, Speranza gestiva l’unico distributore di benzina della zona. Una minuscola piattaforma petrolifera nel cuore di un oceano di boschi. La Speranza è l’ultima a morire, si sa, però…

“Distributore chiuso causa Serenissimo Editto. Fine del mondo così come l’abbiamo conosciuto.”

Ancora oggi il distributore è un abbraccio di veicoli assetati, lasciati lì in attesa di un passato che non torna: Vespe, Api, Mosconi appiccicati al miraggio dell’ultimo pieno. Senza Speranza rimangono gli avanzi di un pasto consumato in fretta.

La scomparsa di una persona, specie all’interno di una società iper-controllata, crea un baratro di angoscia e mette in moto una paura collettiva. L’evento solleva fantasie e aspettative di ritorno e resurrezione.

Walter è una matrioska di sparizioni in cui le cose possono rivelarsi solo attraverso le tracce di ciò che furono. Tutto si eclissa nello specchio del suo contrario. La fine della civiltà degli idrocarburi si consuma con i serbatoi colmi di benzina. La mancanza di connessione permette ai protagonisti di costruirsi una nuova identità virtuale. Walter racconta di tre anime in cammino nel cuore della notte. Anime solitarie che addentrandosi nel cupo candore di una foresta proibita ci parlano di ciò che hanno dovuto perdere e scoprono cosa stanno realmente cercando.

Lo sfondo è un quadro al tempo stesso primitivo e postumo, in cui il paesaggio naturale nasconde i segni di un’apocalisse antropocentrica già trascorsa. Il linguaggio asseconda questo processo, sfuggendo gli stilemi dell’innovazione e privilegiando un registro naturale in contrasto con le maschere grottesche dei personaggi. La messa in scena sarà necessaria ed ecologica. La creazione e la scrittura drammaturgica hanno preso vita realmente in un bosco seguendone i ritmi meteorologici e le complessità stagionali. Batterie, torce, gruppi elettrogeni e accendini ricaricabili saranno l’impianto illumino-tecnico. Una motosega e un decespugliatore inceppati la colonna sonora. Perché buio e silenzio hanno qualcosa da dire, specie nei posti dove il wi-fi non arriverà mai, mai e poi mai, mai e poi mai.

 

“cantami o diva l’ira della rete / imprevedibile come le onde cantami della fame di attenzione della sete / di ogni idea che si diffonde cantami o diva dello sciame digitale / l’ironia sta diventando una piaga sociale cantami dell’immagine ideale / da qualche parte c’è ancora sporchissimo il reale cantami della proprietà privata interiore / del rumore di fondo della società dell’opinione cantami del diritto alla segretezza alla distanza alla timidezza cantami dei posti dove il wi-fi non arriverà mai / mai e poi mai / mai e poi mai”

Vasco Brondi, Iperconnessi

di e con Marta Dalla Via, Diego Dalla Via
e con Elisabetta Granara

direzione tecnica Roberto di Fresco
scene e costumi Fratelli Dalla Via
maschere Giorgio De Marchi

produzione Fratelli Dalla Via, Piccionaia centro produzione teatrale