L'iliade NONA EDIZIONE 2026 VOLT – LABORATORI DI TEATRO AD ALTO POTENZIALE

VOLT è un progetto promosso da Associazione Teatro Sociale di Gualtieri che offre e mette a sistema una serie di laboratori di teatro gratuiti rivolti agli alunni e alle alunne dell’Istituto Comprensivo di Gualtieri e Boretto.

I laboratori teatrali sono pensati come percorsi di formazione, apprendimento creativo e sano divertimento, per sviluppare maggiore coscienza individuale e migliore relazione con gli altri. I laboratori, inoltre, sono intesi come “esperienze differenziali” rispetto ad altre attività del tempo libero e alla didattica scolastica. Si sperimenterà con il linguaggio e con la voce, con il corpo e il movimento, con lo spazio e con il tempo; si giocherà, si danzerà, si reciterà; si ragionerà di tematiche rilevanti della società contemporanea discutendole con la leggerezza e lo sguardo dei più piccoli.

Per raggiungere questi obiettivi Volt prevede la congiunzione di più elementi: un tema generale comune a tutti i laboratori – per questa edizione sarà l’Iliade – che possa stimolare numerose e differenti interpretazioni; uno spettacolo finale collettivo, nel quale i laboratori delle primarie e delle secondarie di I° concorrono insieme alla sua realizzazione complessiva; un contesto paesaggistico dove realizzare lo spettacolo finale, per un’esperienza di teatro inedita e comunitaria; e inoltre tre esiti finali per i laboratori delle scuole dell’infanzia aperti alla cittadinanza.

fotografie dai laboratori di Lorenzo Benelli

L’Iliade

SPETTACOLO FINALE COLLETTIVO

sabato 11 aprile – ore 16.00
presso Lido Po di Guastalla

L’Iliade – alla guida di questa edizione di VOLT – non è solo un poema di guerra, nel quale Omero ci conduce attraverso gli orrori del conflitto e le forze distruttive che si scatenano quando la contesa tra gli uomini si intreccia a quella degli dèi.

Al centro del poema si staglia la figura di Achille, il più grande dei guerrieri greci. La sua ira, scatenata dall’offesa subita dal re Agamennone, sconvolge il destino dell’intero esercito acheo e dà avvio a una catena di eventi che culminerà nel duello con Ettore, il più valoroso dei troiani. Attorno a loro si muove un coro di figure che continuano con forza a interrogare il nostro presente: Patroclo, amico fraterno di Achille, la cui morte accende in lui una furia implacabile; Andromaca, sposa di Ettore, che attende con angoscia il ritorno del marito; Priamo, vecchio re di Troia, che implora pietà per il corpo del figlio.

Attraverso quelle eroiche gesta abbiamo ritrovato il sentimento di pìetas verso il nemico, il rifiuto della violenza, il desiderio che lance e scudi vengano deposti per condurre gli eserciti verso una tregua. L’Iliade ci ha insegnato che, nell’atrocità della guerra, anche il nemico ha un volto, una casa, un dolore e che il coraggio non è solo combattere, ma anche fermarsi, piangere i propri morti, chiedere perdono.

In un tempo in cui la guerra continua a riaffiorare, come un eterno ritorno che attraversa i secoli e oggi si fa sempre più vicina, abbiamo provato ad aprire gli sguardi e costruire strumenti per comprenderla. Ci siamo chiesti cosa significa avere coraggio, quale è il limite fra giustizia e vendetta, cosa vuol dire restare umani dentro un conflitto, quale valore abbiano il legame, la cura, la possibilità di riconoscere il dolore dell’altro.

Il grande evento finale collettivo celebrerà la conclusione spettacolare dei percorsi di ciascun laboratorio: sarà l’occasione per condividere e presentare al pubblico quell’esplosione di emozioni, di pensieri e di azioni che Volt, ancora una volta, ha saputo accendere.

I LABORATORI, GLI SPETTACOLI

ACHILLE
Μηνις / Menis — L’ira che apre il conflitto

a cura di Claudia Rossi Valli

Achille è il più forte tra i guerrieri ma anche uno dei più soli. Con le bambine e i bambini abbiamo cercato di capire che cosa succede quando la rabbia prende il sopravvento. Che cosa significa davvero essere forti? Si può vincere senza lasciarsi consumare dall’ira? Quando il dolore ci allontana dagli altri e quando, invece, ci rende più umani? Attraverso la sua storia abbiamo riflettuto sul rischio dell’eccesso e sull’importanza di riconoscere nel dolore degli altri qualcosa che ci riguarda profondamente.

ANDROMACA
Πενθος /Pentos — Il dolore di chi non combatte

a cura di Tommaso Monza

Andromaca è una figura che guarda la guerra dal punto di vista di chi resta. Durante il laboratorio abbiamo cercato di capire che cosa succede quando la violenza entra nella vita quotidiana e in che modo la paura, l’attesa e l’amore per chi abbiamo accanto possano diventare una forma di resistenza. Che cosa significa vivere sapendo di poter perdere tutto? Si può essere forti anche senza combattere? Quando prendersi cura di qualcuno diventa il gesto più coraggioso? Attraverso la sua storia abbiamo riflettuto sul dolore di chi non sceglie la guerra.

ETTORE
Αιδως / Aidòs — Il dovere verso la città

a cura di Magda Mantovani

Ettore è un eroe che sceglie, anche quando scegliere fa paura. Abbiamo cercato di capire che cosa succede quando il dovere entra in conflitto con ciò che amiamo e in che modo la responsabilità verso gli altri possa guidare le nostre azioni, anche nei momenti più difficili. Si può essere coraggiosi pur desiderando di restare? Quando restare fedeli agli altri richiede di rinunciare a qualcosa di sé? Attraverso la sua storia abbiamo riflettuto sulla tensione tra paura e responsabilità, sul coraggio di chi non fugge e sull’importanza di custodire i legami anche quando tutto sembra perduto.

PATROCLO
Φιλια / Filia — Il sacrificio che scatena altra guerra

a cura di Davide Villani

Patroclo è una figura che entra nella guerra per proteggere gli altri e finisce per esserne travolto. Che cosa significa esporsi per qualcuno a cui vogliamo bene? Si può proteggere senza farsi trascinare dalla violenza? Quando il desiderio di aiutare rischia di oltrepassare un limite? Attraverso la sua storia abbiamo riflettuto sulla forza dell’amicizia, sulla responsabilità che nasce dai legami e sull’importanza di riconoscere quanto siano fragili gli equilibri, quando si entra in una spirale di conflitto.

AGAMENNONE
Υβρις / Ibris — Il potere che genera discordia

a cura di Francesco Garuti

Agamennone guida un esercito ma non riesce a guidare se stesso. Con le ragazze e i ragazzi abbiamo provato a capire che cosa accade quando il potere diventa più importante delle persone e in che modo una decisione presa per orgoglio possa cambiare il destino di molti. Che cosa significa davvero comandare? È possibile essere al comando senza ascoltare? Quando l’autorità smette di essere responsabilità e diventa imposizione? Attraverso la sua storia abbiamo riflettuto sul confine sottile tra forza e prepotenza, sul peso delle scelte di chi decide per gli altri e sull’importanza di riconoscere il limite.

PRIAMO
Ελεος / Eleos  — L’umanità oltre il nemico

a cura di Federico Russo

Priamo è una delle figure più commoventi dell’Iliade. Insieme abbiamo cercato di capire che cosa succede quando il dolore è così grande da sembrare insopportabile e in che modo, anche in quel momento, sia possibile restare umani. Che cosa significa chiedere aiuto a chi ci ha fatto del male? Quando il dolore, invece di chiuderci, ci apre alla comprensione dell’altro? Attraverso la sua storia abbiamo riflettuto sulla forza della pietà, sul coraggio di esporsi nella propria fragilità e sull’importanza di riconoscere nell’altro, anche nel più lontano, qualcosa che ci accomuna profondamente.

L’ILIADE IN CUFFIA!
Ascolta le voci dei protagonisti
LABORATORI A CURA DI

Si forma come danzatrice al corso di teatro danza della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e continua la propria formazione in Italia e all’estero. Nel 2012 vince una borsa di studio per ADF American Dance Festival (USA). Come interprete danza per Compagnia Teatro Danza Tiziana Arnaboldi (CH) dal 2014 al 2017. E’ danzatrice della Compagnia Zappalà Danza (IT) dal 2015 e dal 2016 della Compagnia Abbondanza/Bertoni. Parallelamente all’attività da interprete, Claudia porta avanti il proprio interesse per la coreografia. Nel 2016 fonda insieme all’artista Tommaso Monza la Compagnia Natiscalzi Danza Teatro, ospite dei più importanti Festival nazionali. Nel 2020 diventa artista associata della Compagnia Abbondanza/Bertoni. Claudia lavora come insegnante di danza contemporanea, teatro danza e composizione coreografica dal 2013, guidando corsi differenti, da progetti speciali per non-danzatori a corsi di perfezionamento e avviamento professionale.

Perchè VOLT: dopo aver conosciuto da vicino la realtà del Teatro Sociale di Gualtieri, ciò che rappresenta per il territorio e come porta avanti il proprio pensiero artistico e progettuale, e dopo aver assistito da curiosa spettatrice allo spettacolo finale dell’edizione di Volt 2019, sono sinceramente contenta e grata di entrare a far parte di questa squadra. Un impegno importante che cerco di portare avanti è quello di condividere con colleghi ed allievi le mie esperienze come artista, per continuare a crescere insieme e portare passione e divertimento nel gioco-serio del teatro e dell’arte del movimento.

Dopo gli studi di scultura fatti all’accademia di Brera di Milano si avvicina al teatro danza e alla danza contemporanea. Negli anni ha potuto studiare e lavorare con i maestri dell’arte coreutica nazionale e internazionale, legandosi particolarmente alla compagnia Abbondanza/Bertoni.
Ad oggi è coreografo e assieme a Claudia Rossi Valli ha fondato la compagnia Natiscalzi DT presente in diversi festival italiani fra i quali OrienteOccidente, Vignale Monferrato Festival, Fabbrica Europa.
Tommaso Monza è sostenuto nella sua produzione da diversi enti oltre alla compagnia Abbondanza/Bertoni, quali : fondazione Piemonte dal Vivo, cid cantieri, Anghiari dance hub, Marche Teatro, Teatri di Vita, Officine Caos, Residenze Idra, Teatro Due Mondi.

Perche VOLT? Il progetto Volt mi è parso subito un ottimo processo artistico con un obbiettivo molto alto: una comunità teatrante. La visionarietà del progetto mi ha dato la carica per prenderne parte!

Laureato in Agraria, Francesco Garuti si forma come attore presso l’Accademia Nico Pepe di Udine esplorando anche la danza e la commedia dell’arte. La passione per lo studio della maschera lo porta a perfezionare non solo le tecniche di recitazione ma anche quelle di costruzione delle maschere: partecipa a un laboratorio con la compagnia Familie Flöz di Berlino presso il Centro Teatrale Umbro. Conclusa l’accademia, lavora come attore e creatore di spettacoli con diverse compagnie, sia in Italia che all’estero. I suoi lavori, rappresentati anche in lingua francese, hanno debuttato e ottenuto diverse repliche in Francia e Svizzera. Dal 2021 collabora stabilmente con il Centro Teatrale MaMiMò, dove svolge il ruolo di attore e insegnante di recitazione.
Parallelamente si dedica alla scultura e, attraverso il progetto Alberi Comuni, utilizza il teatro e le sue competenze botaniche per promuovere la sensibilizzazione ecologica. Realizza opere pubbliche partendo dai tronchi di alberi abbattuti a causa di malattie, per farne strumenti di riflessione sul rapporto tra uomo e natura.

Laurea triennale in Culture e Diritti Umani e laurea magistrale in Relazioni internazionali, conseguite entrambe presso la facoltà di Scienze Politiche dell’università di Bologna. Durante e dopo gli studi ha lavorato come educatrice presso Cooperativa I.G. di Villa Poma oltre a collaborare per diversi anni con Teatro Magro di Mantova, occupandosi di promozione e vendita spettacoli, performance e laboratori teatrali. Alla ricerca di stimoli costanti, continua a seguire corsi di formazione e seminari inerenti l’ambito teatrale, venendo in contatto con artisti come Mamadou Dioume, Horacio Czertok e Cora Herrendorf (Teatro Nucleo), Silvia Calderoni (Motus) e altri.

Perché VOLT: conosco il Teatro Sociale di Gualtieri come spettatrice e mi ha sempre trasmesso sensazioni accoglienti e stimolanti. Il progetto VOLT mi è subito parso un’occasione per mescolare la mia esperienza con quella delle persone che gravitano attorno al TSG e per lasciarmi contaminare. Senza tralasciare il fatto che, condurre laboratori teatrali, mi piace proprio.

Dopo la laurea magistrale in discipline dello spettacolo dal vivo conseguita all’Università di Bologna nel 2011, inizia la sua attività di educatore teatrale presso diverse scuole e associazioni nelle province di Parma, Reggio Emilia e Modena. Nel 2012 è tra i fondatori dell’Associazione Culturale “Le Rane” con sede a Castelnovo di Sotto (RE) dove svolge il ruolo di insegnante e formatore per bambini e adolescenti. Nel corso degli anni ha partecipato a seminari e laboratori con artisti importanti del panorama teatrale come Oscar De Summa e Antonio Fava.

Perchè VOLT? Da sempre credo che il teatro sia prima di tutto uno strumento formativo e non un fine, un trampolino di lancio per la scoperta della propria espressività e capacità relazionale. 

Danzatore freelance, inizia la sua formazione di danza dall’età di 5 anni. Dal 2014 al 2017 inizia a lavorare nella compagnia giovani di Virgilio Sieni. Si diploma in arti visive e figurative e decide di approfondire lo studio della danza e del teatro presso la formazione professionale internazionale “Studio XL”; questo passaggio gli ha dato l’opportunità di lavorare con realtà nazionali e internazionali e conoscere coreografi e compagnie di rilievo quali Flockworks (Germania), Yankalle (Israele), Aterballetto (Italia), Natiscalzi DT (Italia). Durante la formazione conosce il coreografo Roberto Tedesco, con il quale partecipa al progetto “Microdanze” di Aterballetto. Nel 2021 diviene danzatore per la compagnia Natiscalzi DT, partecipando a festival di rilievo nazionale e internazionale in spettacoli quali “Lo Schiaccianoci” , “Annotazioni per un Faust” e “Divino”. Dal 2015 ad oggi lavora con la disabilità: insieme alla cooperativa CORESS realizza e prende parte a produzioni artistiche dove ciò che è considerato “diversità” diviene forza ispiratrice da valorizzare.

Perchè VOLT? Volt lo definirei “un contenitore di condivisione”, capace di portare il gioco serio del teatro nel mondo dei ragazzi e studenti; dove proprio loro saranno protagonisti e fonte ispiratrice, oltre ad essere l’occasione per molti di scoprirsi e sperimentare; come lo sarà per me. Un luogo per potermi mettere in gioco, apprendendo e confrontandomi con un team esperto, portando la mia esperienza da danzatore. Sono grato e felice di entrare a far parte di un processo artistico così alto e stimolante.

Spettacolo finale 2025 – foto di Lorenzo Benelli

Contatti

Associazione Teatro Sociale di Gualtieri
Rita Conti — 348 358 0805
volt@teatrosocialegualtieri.it

VOLT – IX EDIZIONE 2026 È FINANZIATO DAL
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
E DALLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA – DGR 903/2024
PROMOSSO DA
VOLT È PARTE DI
IN COLLABORAZIONE CON
SOSTENITORI ISTITUZIONALI
CON IL CONTRIBUTO DI
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