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CANTIERE APERTO,

è un’esperienza unica in Italia per il recupero collettivo di un bene comune. Attraverso Cantiere Aperto l’Associazione Teatro Sociale di Gualtieri si propone di dar vita al primo teatro del nostro Paese ristrutturato da quello stesso pubblico che si reca abitualmente a vedere gli spettacoli. Le serate di Cantiere Aperto sono serate in cui il Teatro torna ad essere “sociale” nel senso più ampio del termine: spazio e risorsa di tutti, in cui tutti, in tempi durissimi per la cultura, sono chiamati a partecipare e fare la propria parte.

I BLOG DELLE STAGIONI DI CANTIERE APERTO
Documentazione, report e immagini dei lavori pubblicate dopo ogni serata.

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IL DOCUFILM DI CANTIERE APERTO

Una prima versione di questo video è stata realizzata grazie all’iniziativa dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Reggio Emilia in occasione di Fotografia Europea 2013.
L’autore Alessandro Bonvini in seguito si è appassionato alle vicende del Teatro Sociale, ha raccolto altri materiali e li ha rilavorati pervenendo a quest’ultima versione con la quale si è aggiudicato il secondo premio del bando Short On Work della Fondazione Marco Biagi di Modena.


IL PROGETTO - riparazione progressiva collettiva.

Dietro le serate di Cantiere Aperto c’è una visione progettuale di lungo periodo.
L’Associazione Teatro Sociale di Gualtieri da anni oramai si interroga su come si debba pensare il Teatro Sociale di Gualtieri in futuro, in quale direzione spingere eventuali interventi di ristrutturazione e soprattutto a quali funzioni specifiche votare i numerosi spazi collaterali alla sala principale.

A questo lavoro progettuale in particolare hanno dedicato i propri sforzi Giorgia Maria Liguori e Rita Conti, laureate in “Architettura per la Conservazione” presso lo IUAV di Venezia a marzo 2013, con una tesi dedicata proprio al restauro del Teatro Sociale di Gualtieri. Alla riflessione sulla riqualificazione del Teatro Sociale di Gualtieri inoltre, il 4 maggio 2013, è stata dedicata una giornata di studi intitolata Teatro Sociale di Gualtieri – Prospettive Europee, alla quale hanno partecipato come relatori Jean-Guy Lecat, Remo Melloni, Ezio Bosso, Mario Perrotta, Andrea Baracco, Giovanni Vio.

Da tutto questo lavoro nasce un progetto preliminare che segue principalmente due linee direttrici:
- La riqualificazione della sala principale. Il progetto prevede: il mantenimento della flessibilità odierna, ovvero la possibilità che il teatro possa essere utilizzato a rovescio oppure nel verso tradizionale; il raddoppio della capienza attuale in entrambi i versi di utilizzo; il recupero della funzionalità invernale attraverso la dotazione di un impianto di riscaldamento per la sala.
- la costruzione di una sala prove e di residenze per artisti. Il progetto prevede la riqualificazione della soffitta e degli appartamenti presenti nell’ala nord del teatro. La soffitta per caratteristiche e dimensioni sembra avere come vocazione naturale un utilizzo come sala prove. Gli appartamenti dell’ala nord, nel primo dopoguerra adibiti a case popolari, invece potrebbero recuperare la propria funzione originaria dando asilo gratuito ad artisti in cerca di spazi in cui produrre i propri spettacoli.

L’Associazione lavorerà nei prossimi mesi perché il progetto preliminare diventi un progetto esecutivo approvato dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici e dai Vigili del Fuoco. Quando il progetto sarà approvato e definito nei particolari si cercherà di portarlo a compimento a stralci.
Esclusi gli interventi di carattere strutturale ed impiantistico per i quali, per questioni di sicurezza e certificazioni, ci si rivolgerà a imprese specializzate, i lavori di finitura, di pulitura, di restauro ed eventualmente di costruzione degli arredi verranno portati a termine attraverso Cantiere Aperto.

TEATRO IN RADA – Perchè?

Quale nell’arzanà de’ Viniziani
bolle l’inverno la tenace pece
a rimpalmare i legni lor non sani,
ché navicar non ponno – in quella vece
chi fa suo legno nuovo e chi ristoppa
le coste a quel che più vïaggi fece;
chi ribatte da proda e chi da poppa;
altri fa remi e altri volge sarte;
chi terzeruolo e artimon rintoppa -;
tal, non per foco ma per divin’ arte,
bollia là giuso una pegola spessa,
che ‘nviscava la ripa d’ogne parte.

Dante, Inferno, Canto XXI

 

Cantiere Aperto si ispira alla dimensione estetica e filosofica degli arsenali: quegli arsenali in cui le navi vanno a posarsi come giganti esausti dopo anni di navigazione, quegli arsenali in cui gli scafi entrano in letargo scivolando nell’anestesia ristoratrice dei bacini di carenaggio… Il sonno riparatore di questi cantieri navali è popolato di operosi arsenalotti, di indaffarati lillipuziani che si danno da fare a più non posso per restaurare, ristabilire, rinforzare pezzo per pezzo, centimetro per centimetro, la nave prima che venga il momento di salpare di nuovo.

Cantiere Aperto nell’autunno del 2011 iniziava con queste parole: “I teatri ogni tanto entrano in rada, attraccano gli ormeggi e sono tirati in secca. I teatri come le navi necessitano di assidua manutenzione. Va ricalafato il fasciame, vanno sigillati i boccaporti, si deve ristabilire il ponte e si devono rinforzare gli alberi. È necessario intrecciare sartie e gomene e ricucire le vele strappate. Ogni teatro per navigare va periodicamente riequipaggiato, vanno riattrezzate le cambuse e riempite nuovamente le stive, è necessario fare scorta di viveri e curare i marinai dallo scorbuto. Per il teatro di Gualtieri è venuto questo momento”.

L’ESPERIENZA DEI PRIMI ANNI - Dal restauro della platea in legno all’attacco alla torre

Nell’autunno del 2011 viene il momento di ristrutturare e restaurare la platea in legno del Teatro Sociale di Gualtieri e la necessità di manodopera spinge l’Associazione che gestisce lo spazio a coinvolgere la cittadinanza nei lavori: nasce Cantiere Aperto.

Le serate di Cantiere Aperto, per la ristrutturazione della platea in legno del Teatro Sociale di Gualtieri, rappresentano un appuntamento settimanale fisso per 8 mesi, sino a quando non vengono drasticamente interrotte nel maggio del 2012 per le scosse di terremoto che sconvolgono le province di Modena, Ferrara, Mantova e Reggio Emilia. Il Teatro Sociale viene chiuso a data da destinarsi e si affaccia l’ipotesi che tutto il lavoro fatto possa rivelarsi completamente inutile. Nonostante questo l’Associazione non si dà per vinta, riorganizza una rassegna di emergenza sulla piazza per non abbandonare il teatro sofferente per il sisma: la rassegna porta fortuna, tanto che ad ottobre il teatro torna parzialmente agibile e Cantiere Aperto può ripartire. I lavori proseguono per tutto l’autunno e la primavera con numeri da record, sino a quando, il 1 maggio 2013, in occasione della Festa dei Lavoratori, Cantiere Aperto porta alla riapertura della prima platea d’Italia ristrutturata da quello stesso pubblico che si reca abitualmente a vedere gli spettacoli.

Nell’inverno del 2013 i lavori di Cantiere Aperto riprendono con l’attacco alla torre: l’intervento (non ancora ultimato per problemi di carattere tecnico) prevede la risistemazione di uno spazio a magazzino-laboratorio attrezzato che divenga il fulcro strategico per il restauro progressivo del teatro. Oltre all’attacco alla torre viene risistemata la zona pubblico nelle parti senza pavimentazione e viene portato avanti il restauro della futura buca dell’orchestra.

I numeri da record

Più di 70 serate di lavoro, decine di lavoratori volontari da tutta la provincia di Reggio Emilia, 300 tonnellate di terra e calcinacci rimossi con badili e carriole, 120 metri quadri di assito storico restaurati centimetro per centimetro, 3 nuove disposizioni d’uso create, diverse bottiglie di lambrusco stappate, numerose torte consumate, molta polvere, un mucchio di risorse risparmiate per la pubblica amministrazione!

Il valore complessivo dei lavori svolti all’interno del Teatro Sociale di Gualtieri sino ad oggi si stima ammontare a circa 180.000 euro, a fronte di una spesa effettiva di circa 20.000 euro per l’acquisto di materiali. Il valore dei lavori è stato stimato attraverso il Prezziario della Camera di Commercio di Reggio Emilia (edizione 2014), il Prezziario della Camera di Commercio di Parma (edizione 2012) e l’Elenco Regionale dei prezzi delle opere pubbliche della Regione Emilia-Romagna (Art. 8 legge regionale n. 11/2010 art. 133 Decreto Legislativo 163/2006) Edizione Luglio 2012.