Inferno

gio. 9 / 6 / 2016
ven. 10 / 6/ 2016
ore 21.30

Inferno
Canti III, XIII, XXXIII, XXXIV

Esercizi per voce e violoncello sulla Divina Commedia di Dante
Chiara Guidi, Francesco Guerri

Un viaggio nella musica della voce, un “esercizio per voce e violoncello” che conduce il pubblico, grazie a una sottile ricerca che intreccia materia vocale e partitura musicale, nella concretezza drammatica dell’Inferno di Dante, faccia a faccia con figure di eccezionale intensità emotiva come Pier delle Vigne, il consigliere di Federico II ingiustamente accusato e spinto al suicidio, il Conte Ugolino della Gherardesca, signore di Pisa imprigionato con i figli condannati alla morte per fame, e infine Lucifero stesso, principe dei demoni.

Quello sull’Inferno dantesco è il nuovo tassello di una lunga ricerca che Chiara Guidi compie da anni, attraverso spettacoli e laboratori, sulla coreografia della voce come suono, sul ritmo e sulla partitura drammatica. L’attrice e regista concepisce la voce, nella sua relazione tra significato delle parole e visione, come una realtà che unisce immaginazione e pensiero, che non si vede ma che vive aldilà del significato, e di cui si punta a sospendere il significato per mettere in atto una visione. Il tentativo è quello di afferrare la musica interna della voce, nel non limitarsi cioè a sentirla, ma a toccarla invece con mano. Quel che allora rende particolarissimo questo lavoro sull’Inferno di Dante è che, come dichiara la stessa Guidi nella presentazione dello spettacolo, “leggere Dante mette in crisi il nostro modo abituale di lavorare sul testo perché, sui versi di Dante, non si possono scrivere partiture che sospendano il significato delle parole per affidarlo al suono della voce o del violoncello. Le parole di Dante suonano ancora prima di farsi capire”. Eppure tra il testo e le voci di Chiara Guidi e del violoncello di Francesco Guerri si crea, comunque, uno spazio. Lì, allora, i due artisti hanno deciso di fare esercizio per mettere alla prova il violoncello e la voce attraversando quattro canti dell’Inferno. E per compiere un altro viaggio alla ricerca della musica interna della voce.

Le parole di Dante suonano ancora prima di farsi capire. Non hanno bisogno del suono della voce, né, tanto meno, di un violoncello. Ogni suono che le accompagna è perdente, perché sui versi di Dante, non si possono scrivere partiture. Eppure tra la voce e Dante si crea, sempre, uno spazio. Lì, allora, abbiamo deciso di fare esercizio per mettere alla prova il violoncello e la voce umana. Per trasformarli uno dopo l’altro, i canti, li attraverseremo tutti e passo dopo passo saranno la nostra scuola. Ci occorre tempo.”

Chiara Guidi, Francesco Guerri

voce Chiara Guidi
violoncello Francesco Guerri
cura del suono Andrea Scardovi
cura Stefania Lora e Elena De Pascale
produzione Socìetas Raffaello Sanzio