Johnny O’Neal Trio

ven 14 / 7 / 2017

ore 21.30

Johnny O’Neal Trio
Jazz from Detroit

Dagli Stati Uniti

Johnny O’ Neal, una storia la sua intensa, dura e fortunata. Nel mondo del jazz, ogni tanto succede che la dolcezza di un artista catturi la comunità del jazz adottandolo, come testimone e come idolo. È quello che è successo a Johnny, che dopo aver passato alcuni anni di lotta contro una grave malattia, è stato aiutato dalla comunità del Jazz di New York. Dopo 20 anni di assenza dalle scene a causa di problemi di salute, Johnny O’ Neal è tornato, dimostrando di aver intatta tutta la sua straordinaria capacità di comunicazione. Principalmente noto negli anni ottanta come il pianista di Art Blakey, e come sideman di molti altri grandi artisti, oggi conferma di essere un artista a “tutto tondo”, un vero intrattenitore, capace di incantare sia suonando che
cantando. Un grande raccontatore, come solo i grandi artisti che hanno fatto la storia e che incarnano un certo tipo di tradizione e sanno fare. Jazz, swing, blues, conoscenza enciclopedica della tradizione. A New York, dove è tornato ad animare le serate nei principali jazzclub viene come “ the Talk of the Town!” ( la voce della città ). Ora, per una città come New York, ciò significa tutto. Signori : Johnny O’ Neal è tornato. Non lasciatevi scappare l’occasione di riapprezzarlo più forte che mai.

La vicenda del pianista Johnny O’Neal ricorda quella dei molti jazzmen usciti repentinamente di scena e in qualche caso riscoperti in età avanzata. Il suo caso non ha avuto la risonanza che ebbe il ritorno di Henry Grimes un decennio fa ma ha catalizzato comunque l’attenzione degli appassionati. Gran parte del merito va a Spike Wilner, il proprietario dello Smalls di New York, che ha più volte ospitato il pianista nel suo club, facendogli anche incidere questo lavoro il 16 giugno 2013.

Nato a Detroit 60 anni fa, O’Neal ebbe un momento di notorietà nei primi anni ottanta, quando operava a New York collaborando con Clark Terry, i Jazz Messengers di Art Blakey, Ray Brown Milt Jackson e suonando regolarmente al Blue Note. Lasciata la metropoli nel 1986, ha trascorso i decenni seguenti ad Atlanta, St.Louis e Detroit in condizioni sempre più precarie, aggravate dall’aver contratto l’HIV nel 1998. Quando la sua esistenza sembrava ormai senza sbocchi (aveva anche perso l’assicurazione sanitaria) un gruppo di benefattori l’ha aiutato a ristabilirsi.
Tornato a suonare a New York il pianista ha scoperto che il pubblico apprezzava anche il suo stile vocale e ha iniziato così a cantare accompagnandosi. Il Leggendary Johnny O’ Neal è l’artista del Momento anche in Europa, infatti a seguito della realizzazione del Cd O’ Neal is back prodotto da Giulio Vannini, ha svolto 3 tour europei e a Dicembre è stato l’ospite d’onore all’ Olympia di Parigi nella serata organizzata dalla Radio TSF Jazz.

Qualcuno, per descrivere il suo pianismo, ha citato Art Tatum e Oscar Peterson ma il paragone è francamente esagerato anche se appaiono alcune somiglianze. La tecnicadi Johnny O’Neal è comunque pregevole e il suo stile si pone in equilibrio tra il linguaggio bop e la tradizione dei pianisti d’anteguerra.

piano e voce Johnny O’Neal
basso Ben Ruben
batteria Itay Morchi

Nel programma di
Stagione 2017
Concerti 2017

FacebookWhatsAppEmailTwitter