TERRENI FERTILI FESTIVAL 2026 NONOSTANTE TUTTO

cover: illustrazione di Isabella Bersellini

Terreni Fertili Festival 2026
2 maggio – 1 agosto

NONOSTANTE TUTTO

Questa dodicesima edizione del festival è la più ampia di sempre. In scena formazioni di rilievo internazionale, riconosciuti nomi italiani, artisti e artiste emergenti, prime e anteprime nazionali, format di spettacolo e location differenti, appuntamenti per ogni fascia d’età.

In più! Quest’anno la programmazione si espande ulteriormente grazie all’intreccio con Argini, il nuovo festival di ATER Fondazione in collaborazione con Teatro Sociale di Gualtieri che segue il corso del fiume Po attraversando Boretto, Luzzara, Gualtieri, Sorbolo Mezzani e Guastalla per cinque weekend di grandi eventi di spettacolo dal vivo.

Presentazione

La dodicesima edizione di Terreni Fertili Festival si accende portando con sé l’immagine di una caduta verso il futuro, una caduta nel blu di una notte profonda come il mare. Questa caduta, sì, ci terrorizza, ma siamo chiamati a fare nostro questo precipitare. E allora, se dobbiamo tuffarci all’indietro trattenendo il respiro, vogliamo essere fiduciosi che qualcuno ci raccoglierà. Che ci raccoglieremo assieme, ancora una volta, per ricostruire nuove architetture sulle macerie che ci circondano.

Il festival di quest’anno vorrebbe portare con sé un principio ispiratore per un collettivo atto di fiducia, rappresentare un invito a lasciarci andare senza paracadute all’avvenire facendo propria almeno in parte la deriva nel blu intenso e un po’ buio del nostro presente. Vorremmo fosse un festival in grado di essere al contempo avamposto di resistenza e spazio di resa. Uno spazio nel quale poter far cadere le barriere che abbiamo dentro per muoverci alla ricerca di nuove direzioni, ispirati dalle opere delle artiste e degli artisti che saliranno sul palco. Vorremmo che l’incontro e l’apertura al nuovo ci esercitassero alla costruzione di tempi non belligeranti.

E se la storia attorno come in questo momento sembra possa precipitare tutto a un tratto, vorremmo riagganciare i nostri sguardi alle stelle colorate che ci circondano e ci illuminano. Astronauti di uno spazio sconfinato costellato di possibilità vorremmo poterci dire, mentre gravitiamo nella sospensione di tutto questo blu, che il terrore di questo presente senza pietà non durerà, che alla fine l’umanità troverà il modo di rimanere umana. Che tutto andrà bene. Nonostante tutto.