Ciò che resta del buio (Otello) | Punti di vista DU30

Opinioni della giuria critica su
CIÒ CHE RESTA NEL BUIO (OTELLO)
della compagnia Gilda Antistanti

 

“I chiariscuri dell’anima di Otello riverberano in Ciò che resta nel buio.
Gilda Antistanti parla del femminicidio attraverso un’agghiacciante clownerie d’amore e di morte.”
Imma Amitrano, 24 anni, Napoli

“Per Gilda AntiStanti tutto parte dal buio: un buio che sa svelare l’azione, che la esalta, che disegna ombre e luci. Una miscellanea che fonde ironia, gioco e dramma: l’Otello di Shakespeare è solo il punto di partenza per portare al pubblico ferite interiori profonde mai cicatrizzate. Ferite di donne, ferite di una società lisa dalle contraddizioni. Il tutto sorretto da un’architettura composita, ma stabile.”
Clizia Riva, 30 anni, Reggio Emilia

“Una partitura di suoni, luci e buio, coreografie e prosa, per scandagliare con ironia e leggerezza gli abissi dell’anima rosa dalla gelosia e il dramma del femminicidio. L’archetipo della gelosia rivisitato in chiave pop, declinato nella contemporaneità brutale in cui si incede mescolando poesia e sit comedy, Shakespeare e la musica leggera italiana. Un buio da cui risalta il rosso della violenza e il bianco del candore che la precede.”
Laura Timpanaro, 30 anni, Milano.

“Brancolare. Nel buio.”
Sara Bonci, 25 anni, Arezzo

“Brandelli di un Otello violentato schizzano incandescenti nella sala buia. Giochi pirotecnici di luci guidano il cammino performativo di Gilda AntiStanti che riesce a regalare immagini suggestive.”
Edoardo Borzi, 22 anni, Roma

“Si parte da un emblema, la tragedia shakespeariana di Otello, per tessere le storie di altre donne vittime di violenza, tutte accumunate da quei segni evidenti sul volto che neppure il trucco sa nascondere. Accanto ai cinque personaggi in scena, i due protagonisti assoluti dello spettacolo sono la luce e il buio che dialogano attraverso un ben congegnato lavoro tecnico.”
Valentina Dall’Ara, 30 anni, Vicenza